Fisiopatologia dell’esercizio

La valutazione della tolleranza allo sforzo è un elemento fondamentale del follow up del paziente cardiopatico. In tutte le cardiopatie ed in particolare in quelle congenite la stabilità della tolleranza allo sforzo correla con la prognosi.

Tale valutazione si prefigge l’obiettivo di stimare la capacità del sistema cardiocircolatorio di supportare adeguatamente le crescenti richieste metaboliche dei gruppi muscolari durante un esercizio fisico.

Ciò può essere realizzato attraverso degli esami non invasivi, con complessità crescente.

  • Il primo step è rappresentato dal test del cammino ( comunemente denominato six minute walking test, dalla letteratura internazionale). Esso consiste nel quantificare la distanza complessiva che il paziente è in grado di percorrere in sei minuti e di rilevare contestualmente la saturazione transcutanea di ossigeno e la sensazione soggettiva di dispnea.
  • In seconda battuta può essere effettuato un test ergometrico convenzionale (o prova/test da sforzo). Esso si può eseguire su cicloergometro o su tappeto rotante, quest’ultimo in pazienti con una altezza superiore o uguale a 130 cm. Il test ergometrico prevede l’incremento progressivo del carico di lavoro secondo dei protocolli prestabiliti che vengono scelti in base all’età del paziente. Durante l’esercizio vengono monitorizzati l’elettrocardiogramma e la pressione arteriosa. Il test da sforzo è un esame non invasivo e ben tollerato che permette di stimare obiettivamente la tolleranza allo sforzo, l’ adeguato incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa e di escludere la comparsa di anomalie patologiche dell’elettrocardiogramma e di aritmie minacciose. Per tale motivo il test da sforzo viene effettuato in età pediatrica in un ampio spettro di indicazioni cliniche: diagnostica del dolore toracico, della dispnea, della perdita di coscienza, nella stratificazione del rischio aritmico.
Test cardiopolmonare su pedana mobile
  • L’ultimo step diagnostico è rappresentato dal test cardiopolmonare. Pur rimanendo un esame non invasivo, il test cardiopolmonare, in aggiunta agli elementi diagnostici forniti dal test da sforzo, permette di esplorare in maniera molto più accurato gli aspetti metabolici e respiratori dell’esercizio. La durata della prova è di circa 15-20 minuti. Tecnicamente il test cardiopolmonare oltre alla monitorizzazione della pressione arteriosa e dell’elettrocardiogramma prevede la misura del consumo di ossigeno e la produzione di anidride carbonica attraverso una maschera facciale applicata al paziente. Con l’incremento del carico di lavoro le richieste metaboliche dei gruppi muscolari impegnati nell’esercizio aumentano e quindi la necessità di ossigeno e la produzione di anidride carbonica. Tale dinamica dei gas respiratori può essere monitorizzata durante l’esecuzione del test cardiopolmonare e permette di valutare in maniera integrata l’efficienza del sistema cardiovascolare e respiratorio.